Viaggiare non è raggiungere una meta.
Il viaggio si scopre nel percorso , si svela nei piccoli dettagli quotidiani che ci sorprendono nelle terre lontane da casa.Il viaggio , per me , è soprattutto una questione di tempo e di incisività degli eventi che ci accompagnano verso la nostra destinazione.
Versosimilmente si usa l'espressione "viaggiare" anche per descrivere circostanze in cui si sta fermi e si sperimenta la vita senza spostarsi , in stati trascendetali o sotto l'effetto di droghe .
Avere il tempo per sperimentare e per cambiare, nient'altro.Prendersi il proprio tempo ed affrontare un percorso che solo noi scegliamo, in libertà.
Malelingue potrebbero dire che in totale libertà una persona sarebbe portata a cercare cose sempre uguali , e che il viaggio libero diverebbe così solo un occasione di conferma dei propri gusti , senza variazioni, piu monotono del nostro tran-tran quotidiano , che per lo meno ha il pregio il 90% delle volte di non assecondare i nostri gusti e di stimolarci cosi alla ricerca di soluzioni interessanti.
L'india come meta pare perfetta per scongiure questi pericoli e i pettegolezzi annessi : un posto perfetto in cui perdersi.Ed i 50 giorni che ci siamo concessi, prima di iniziare la nostra vita nel mondo lavorativo (per quanto riguarda la madda) , sembrano una stagione perfetta per lasciarsi andare senza fretta prima che un nuovo cammino inizi.
queste riflessioni hanno dato la forma a questo nostro viaggio, cosi lungo ,e cosi a lungo desiderato.
martedì 14 ottobre 2008
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